Recensioni

Si capisce sempre di più da dove arrivi il bagaglio dei francesi
Nouvelle Vague: la selecta compilata da Marc Collin ha infatti al suo
interno i suoni tipici delle colonne sonore anni Sessanta/Settanta
tanto care alla scuola post-Airche ha definito una nuova onda (appunto) nelle abitudini indie degli
ultimi tempi. Il continuo riferimento alla miglior tradizione melodica
di arrangiatori francesi (Gainsbourg tanto per citare uno sconosciuto) o italiani (Morricone, Trovaioli o Umiliani)
ha contribuito al rinnovamento dell’easy listening che sconfina sempre
di più nell’electro (vedi l’imponente lavoro della Irma e dei suoi
alfieri Montefiori Cocktail).
Ok quindi all’ennesima operazione di ripescaggio; per iniziare, il disco va più che bene (notevoli gli inserimenti di Rota, Barbieri, il superblues di Colombier, la ballad di Sarde e l’epos di Vangelis):
insomma, uno starter per i neofiti o una riconferma per pigri
aficionados. Una compilation iperromantica a tratti un po’ leziosa. Un
lato dell’easy listening un po’ troppo ortodosso, che andrebbe
rimescolato anche con qualche traccia più movimentata. Il prossimo
disco della Nouvelle Vague sarà sicuramente una raccolta di ballad.
Nu-romantic: ecco la vostra compilation per l’estate sul Pont-Neuf. Per
tutti gli altri: un po’ troppo “Tempo delle mele”.
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