Recensioni

6.3

Terzo lavoro per i Miura, band di Diego Galeri, ex batterista dei Timoria, ma quest’ultimo nome non vi preoccupi troppo. Del resto, qualcuno potrebbe conservare buoni ricordi del precedente Croci (Prismopaco, 2008), prodotto dal buon Giorgio Canali. Nel caso, il qui presente 3 spinge più a fondo sulla cura dei suoni, scegliendo quale partner in studio quel Giacomo Fiorenza che non ha certo bisogno di presentazioni. Il risultato è un adult-indie rock che tira le fila delle evoluzioni alternative italiane da un quindicennio a questa parte, veicolandone le traiettorie in una forma compatta e nervosa.

Dove la trepidazione indolenzita dei Perturbazione incrocia veemenza Afterhours (Malati Sani), dove il chitarrismo senziente dei CSI mescola le carte con la vis teatrale dei Massimo Volume (Underworld), dove i Marlene Kuntz indossano le maschere dai Tre Allegri Ragazzi Morti (Non vado forte), dove i Verdena si fanno strattonare dai Ministri (Giuda). Eccetera. Ovvero, rendendosi disponibili ad allucinazioni sintetiche (Andiamoci piano con le emozioni) e pacate inquietudini quasi Max Gazzé (Normale).

Come certi centravanti dal tiro troppo pulito, non mettono a segno troppi goal. Però si fanno apprezzare.

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