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7

Doppio misto con follia per una delle ultime release in casa Ultramarina. Da una parte i tedeschi Kommissar Hjuler und Mama Bear, post-situazionisti dell’ultim’ora; dall’altra la coppia Ninni Morgia / Silvia Kastel a quanto  pare rientrati tra i confini italici dopo il volontario esilio in terra newyorchese. Il bel ritratto di copertina così come la somiglianza delle pose nelle foto del retro, dicono già molto dell’approccio free e dada delle due coppie, quasi fossero aspetti speculari di una stessa insana follia.

Il lato A è appannaggio delle stramberie dei teutonici: rumori vari e chitarra trattata non si sa bene come per il Kommissar, voce off, teatrale e schizzatissima per la Mama. Improvvisazioni che su disco si fanno pure apprezzare per quello spirito naif e dada-spastico che le muove, ma che troverebbero molto più senso in qualche performance da teatro off, come per l’iniziale Stalking o per la seconda parte – tutta singulti vocali e tribalismo spastico – di Zwei Eineperson Pt. 2. Vedi alla voce, New York fine ’60-inizi ’70.

I nostri sul lato b procedono di haunted psych in allucinata punta di plettro, Morgia, e modulazioni di synth spettrali e voce posseduta, la Kastel, per quattro brani incerti e claudicanti, torturati e fratturati nell’incedere ma dalla coerente resa unitaria, sempre in modalità improvvisativa. Gorghi di suono centrifugato e rimasugli di partiture per droning malfermo, chitarra allucinata e atmosfere latamente jazz, vedi Jericho o We Were Two And Now We’re Three, si fanno prediligere sull’altra coppia.

Two Couples, nonostante la frammentazione e l’eccentricità, o forse proprio per questo, è un disco consigliatissimo dal druido sciroccato Julian Cope. Ennesima garanzia di qualità.

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