Recensioni

Esce solo ora questo lost album registrato a Berlino da Nikki Sudden nel 1998 e frutto della collaborazione con il songwriter inglese Phil Shoenfelt. Scomparso nel 2006, il cult hero Sudden rappresentava la figura del rock’n’ roller la cui carriera, con Swell Maps e Jacobites, oscillava intorno ai classici Bob Dylan, Neil Young, Rolling Stones e Marc Bolan e a un percorso scomposto ma genuino.
In Golden Vanity la vena più anarchica del Nostro viene disciplinata in un certo modo dal connazionale Shoenfelt, e incanalata in un rock anche psych e dai toni prettamente glam. Non mancano gli omaggi agli amati T-Rex (Bang a Gong) e in generale a tutta la musica preferita da Nikki, in una sintesi cristallina che avremmo ritrovato in parte anche nel postumo The Truth Doesn’t Matter (2006), l’ultimo album al quale aveva lavorato prima di morire.
Una testimonianza che riporta indietro e rinnova il ricordo di Sudden.
Amazon
