Recensioni

Se la tendenza è questa, tra non molto capiterà di ricevere in redazione dei promo su vinile. A 78 giri.
Esageriamo, certo: sarebbe scomodo, e inoltre ai tempi del genere prediletto da Nick Waterhouse si usavano già 33 e 45, ma sicuramente il 25enne di San Francisco come sensibilità è più vicino a quel formato che non al cd (per tacere del digital download).
Perché il disco (poco più di una trentina di minuti, come ai vecchi tempi) non smentisce la biografia che lo vuole cresciuto in una famiglia di appassionati r'n'b e da adulto commesso in un negozio specializzato in vinili di quel genere, a partire dalle tecniche di registrazione su nastro magnetico e dal missaggio direttamente in mono (anche quando fa il produttore).
La corrente cui si rifà Waterhouse è quella più rauca e tendenzialmente cupa, con i fiati orientati principalmente a rafforzare la sezione ritmica più che colorare vivaci, col risultato di uno swing tirato ed energico (a partire dall'apertura di Say I Wanna Know, tra il riff di Fever e gli accordi di Moondance) e di uno spettro sonoro che rinuncia alla brillantezza degli acuti tipica del cd a vantaggio del "tiro".
R'n'b tardi '50, insomma, quello che piaceva al Tom Waits del periodo Blue Valentine e Heartattack and Vine (tant'è che da alcuni viene messo nel gruppo revivalista che tra gli altri comprendeva Amy buonanima), lievemente precedente a quello amati dagli Excitements, arrangiato ed eseguito alla perfezione, tra riff r'n'r con call and response ( (If) You Want Trouble), e che quando vuole uscire dal periodo arrivando ai 60s dei Them di I Can Only Give You Everything in realtà riporta loro di qualche anno indietro, rimpiazzandone il beat con una blackness venata di mambo.
Per cui Reynolds, certo, ma anche grande verve e un velo di spirito e consapevolezza che anima il tutto, al di là di una penna che un po' uniforme.
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