Recensioni

7.1

Ad un anno abbondante dal debutto, l’ex Bron Y Aur e Franklin Delano torna con un lavoro che prosegue nel solco del folk mutante, svincolandosi però dalla ragnatela di trame sintetiche che innervavano Happy Song Is A Happy Song. Sette i pezzi che si sviluppano erratici, nei quali l’inquietudine placida e seriale del Jim O’Rourke in fregola John Fahey si fa cogliere da vampe hard acide Motorpsycho, dove le eventuali parti cantate sono poco più che la reiterazione di una frase, un nucleo emotivo messo a candire nel liquido amniotico (tra trombe e french horn) col fare tra lo sperso e il febbrile di certo post, finché non produce scariche di energia rabbiosamente viva.

C’è qualcosa di mollemente angelico nella bella Pigeons Fly Freak, I Always Do si gioca la carta dell’inflessione bossa, mette in scena un mantra soave e psicotico la conclusiva The Wasp And The Butcher… And The Bird, mentre I Try So Hard si muove tra languore e ossessione (splendida l’idea di farne soundtrack per il frammento di un film porno vintage, caldamente consigliata la visione negli appositi canali).

Un disco suggestivo, a tratti disturbante, ben suonato, strutturato su alcune notevoli intuizioni melodiche.

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