Recensioni

7.2

Coi
Nichelodeon spingiamo al limite il campo d’azione e competenza di
questa rubrica. Dietro la mancanza di una distribuzione ufficiale e
l’effettivo status di esordienti – almeno dal punto di vista
discografico – agisce infatti un progetto parecchio strutturato, cui
danno dal 2007 vita quattro musicisti tutt’altro che inesperti,
capeggiati dal cantante e autore di musiche per teatro Claudio
Milano. Autori di una vera e propria performance in cui convivono
videoarte e letture “culinarie” di Pellegrino Artusi,
inquietanti sculture ed evoluzioni à la Stratos, putsch
teatrali, perturbazioni soniche e indomito romanticismo, portata in
giro per l’Europa con successo e immortalata in occasione della data
milanese. Ecco come nasce Cinemanemico,
l’album di debutto che giustifica la loro presenza in questa pagina.
Siamo dalle parti di un’avanguardia visionaria, straniante,
aggressivamente progressiva, in qualche modo languida e beffarda.
L’interazione tra synth, pianoforte, chitarra elettrica e voce dà
vita ad una coreografia assieme languida e aliena, una trama
composita che impasta Genesis, Area e Haendel con echi Joy Division e
Kurt Weill. Il tutto in un senso di necessità che avvince e
convince.

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