Recensioni

6.9

Concettualmente in bilico tra l’immaginario “cosmico” del satellite russo Sputnik spedito in orbita nel 1957 e il romanzo di Haruki Murakami, La ragazza dello Sputnik, pubblicato nel 1999, il disco d’esordio di Gianluca Lo Presti (già Nevica su Quattropuntozero) a nome Nevica Noise ha i crismi dell’essenzialità e della concretezza. Meno “estremo” di quanto si potrebbe pensare considerando quel “noise” della ragione sociale, il disco si muove su un crinale tutto suo, in bilico tra wave imbastardita (la title track), ambient, elettronica e in generale un approccio alla materia capace di mantenere un certo equilibrio lontano dalla maniera. Il tutto fondato su improvvisazioni poi rielaborate in studio.

Dentro convivono sonorità che richiamano immaginari inaspettati e creano fusioni stimolanti, come ad esempio certi My Bloody Valentine desertificati in una Hotel Okura intrigante, oppure le ampie dissertazioni post rock circoscritte da una batteria swingante in Il mondo primordiale e in crescendo in Crisalide d’aria, i Beach House vitaminizzati di The Light Side Of Dark Boy, o magari il John Carpenter rielaborato in chiave noise-kraut di Mother And Daughter. Tra i crediti del disco figurano anche Alessandro Gomma Antolini, Massimo Madesi e Daniele Brusaschetto, per un lavoro che, sommando synth, elettronica e una parte ritmica vitale e “analogica” garantita dall’apporto della batteria, riesce a suonare coeso, personale e godibile.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette