Recensioni

7.5

“Because sound matters”: l’advertisement dell’adesivo in copertina racchiude tutto il senso dei Neil YoungArchives, un’operazione pianificata da anni e finalmente giunta adesso al suo primo, fatidico capitolo (che in realtà è il vol. 2, mentre il vol. 1 conterrà un concerto acustico, previsto per i primi mesi del 2007… il solito, ineffabile Mr Shakey). Il suono anzitutto, perché nonostante i suoi cassetti trabocchino di materiale inedito – dal vivo e soprattutto in studio – , il vecchio Neil, da audiofilo incallito quale è (ricordate l’attesa infinita per la rimasterizzazione in cd di On The Beach?), alla reperibilità del materiale preferisce la qualità sonora. Ecco quindi che il primo dei suoi bootleg ufficiali è in realtà un’esibizione nota ad ogni younghista che si rispetti, quella del marzo 1970 al Fillmore East di New York insieme ai fidi Crazy Horse; per lo stesso motivo la scaletta originaria, che prevedeva anche un set acustico in apertura, è ridotta ai sei brani elettrici catturati al meglio sul soundboard.

Niente che finora non si potesse recuperare in veste non ufficiale, e tanto basterebbe per lasciare a bocca asciutta tutti quegli appassionati che da anni sbavano al solo pensiero dei tesori nascosti del canadese. Tuttavia, il valore di questo documento è e resta alto, e non potrebbe essere altrimenti dato che il concerto è la viva testimonianza di uno dei momenti più alti della carriera iniziale di Young. Everybody Knows This Is Nowhere è uscito da pochi mesi, e alla guida dei Crazy Horse – di lì a poco a debuttare in proprio con l’aiuto di un membro aggiunto d’eccezione come Jack Nitzsche, presente anche qui alle tastiere – c’è ancora quell’anima persa di Danny Whitten. Il damage done e Tonight’s The Night sono fantasmi di un futuro ancora lontano, e su quel palco le due chitarre si corteggiano, si scontrano, gareggiano e duellano nell’assalto sonico senza pari di Down By The River e Cowgirl In The Sand, qui incendiarie come non mai. E il resto della scaletta non è certo da meno, con un paio di rarità come Winterlong (poi pubblicata nella raccolta Decade e coverizzata, tra gli altri, dai Pixies) e Wonderin’ (cui toccherà la strana sorte di resuscitare nella beffa rockabilly di Everybody’s Rocking), più il regalo di Neil a Danny, Come On Baby Let’s Go Downtown (qui in un contesto decisamente più solare che in Tonight’s The Night).

Insomma, c’è tanta di quella mitologia in ballo a rendere impossibile qualsiasi stroncatura, e – questo è proprio il bello – la qualità del tutto non è da meno. Tanto che alla versione cd si affianca un DVD audio in 5.1 per assaporare una volta per tutte il suono perfetto. A questo punto non è difficile immaginare il loner che sorride sardonico, al pensiero di aver giocato ai suoi fans il miglior tiro mancino possibile…

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