Recensioni

7.2

La sua Konvoy ha fatto bella mostra di sé all’interno del funambolico e densissimo episodio conclusivo del Fabriclive curato da Burial e Kode9. E quella traccia è anche la perfetta traduzione di ciò che il producer angolano intende per rough Kuduro, che altro non è se non l’ennesima declinazione industrial di un suono in alta definizione che in questo caso spara in faccia riffacci per synth freddi e vuoti (in questo caso i flauti di pan già materia per cultori grime), assieme a una molteplicità di dettagli, tra frastagliati sample, voci in loop e altre balistiche. Quel che Nazar vuole ottenere, è ben riassunto in quella traccia e nelle altre cinque di questo carico EP, beat e attitudine che in questo momento servivano a Hyperdub per riprendere le redini di un discorso global-ghetto-tech da un’angolazione radicale e non meno affamata.

Il producer fa centro con un suono aggressivo, caotico, dove la violenza è metabolizzata e si odora, come la polvere da sparo, come questa tensione che si taglia col coltello puntellata de molteplici caricatori, quegli stessi che Fatima Al Qadiri ci fece ascoltare all’altezza del suo Desert Strike EP ma calati qui in un contesto decisamente più arido e stradaiolo. Nazar si è posto l’obbiettivo di rappresentare la coscienza collettiva di un popolo che ancora sente il peso del conflitto, di 27 anni di guerra civile che ancora bruciano, di laceranti divisioni interne che ancora lavorano agli angoli dei pensieri e dell’azione collettiva del suo popolo. South Border attacca con una imponente cascata di note chiesastiche che richiamano OPN e Ben Frost, e la tensione sale. È l’introduzione ad un teatro di guerra che Warning Shots palesa tramite un kuduro che ti prende letteralmente alle spalle, ti butta a terra per infliggerti sciabordii di bassi, laser e lame. Questa è anche musica fiera, che si scaglia contro le dittature con resilienza e orgoglio. Enclave che sembra quasi un pezzo del Rabit più battagliero ed esprime questo lato del sound di Nazar. E l’intero EP è un ottimo biglietto da visita per lui, l’ultimo capitolo di un continuum di musiche global ghetto(tech) in alta definizione, vedi Zuli, Deena Abdelwahed, Sami Baha e AMMAR 808.

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