Recensioni

L’avevamo lasciato sui campi electro folk IDM il giovane falso. Oggi ritorna con una cosa che non lo diresti che è sua. Perché c’è la svolta. Ma non va nella direzione ovvia della scuola poppy à la MGMT. Qui ci si tuffa nel tunnel deep. Una cosa che è puro ritmo. E basta.
Magari senti ancora qualche eco Boards of Canada. Ma sono i rimasugli. Il cuore di queste 6 tracce è la pulsazione in cassa dritta che non sospettavi, e che invece ora capisci era alla base delle scampagnate che hanno reso famoso il ragazzo Nathan. In una parola: Techno-Shoegaze. Una teoria costruita sulla produzione sporca, batterie che staccano come Aphex ha insegnato, bassi che ti avvolgono e dei pad che dell’ambient ne sanno a pacchi. Insomma, in poco più di mezz’ora ti accorgi che staccarsi dall’ambient (ormai ricordo 08) si può, senza andare per forza dove il lazer bass chiama.
Si può ancora sperimentare, come nel finale della bella cavalcata acida che è Basic Mountain, negli slap deep ereditati direttamente dal nord di Erlend/Röyksopp mescolati agli stop trashy dei Crystal Castles (Castle Rising) o nell’incubo a una direzione che è Narrier, tutto dark e compatto. ‘You can change’ dicevano i Tears For Fears. Beh, Fake sta crescendo. Senza leccare il culo alle mode. Per questo ci piace ancora.
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