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Il Papa muore e in Vaticano si riunisce il conclave per la nuova elezione. Da qui prende il via il nuovo film di Nanni Moretti, Habemus Papam, che dall’uscita a metà aprile ha collezionato qualche polemica visto il tema trattato. Dopo una serie di fumate nere viene eletto il nuovo Pontefice, il cardinale Melville (Michel Piccoli) che ha una crisi di panico e non si sente per il momento in grado di adempiere ai suoi doveri, evento mai successo prima nella storia del Cattolicesimo. Non ne viene comunicato il nome e viene chiamato un eminente psicoanalista, il professor Brezzi (Nanni Moretti), per un consulto. Le cose non vanno come sperato e lo specialista si trova a dibattersi tra fede e scienza, mentre il Papa ne approfitta per scappare tra le vie di Roma e prendersi una pausa di riflessione.
Moretti ne fa una commedia che lo rispecchia in pieno, una summa del suo cinema con tutti i tic e le caratterizzazioni che conosciamo bene. L’ottimo Michel Piccoli rappresenta non una crisi della fede, come maldestramente interpretato dall’Avvenire, bensì una umanissima perdita di speranza, un senso di inadeguatezza nei confronti di un ruolo pesantissimo da portare con sé e adempiervi. L’umano Papa Piccoli ben rappresenta il peso che gli viene calato addosso, provocandogli un esaurimento nervoso.
Altra tipicità del regista romano, l’aver reso umanissimi i cardinali e il capo della Chiesa stesso: sarà questo in fondo che ha provocato le ire di alcuni organi di Chiesa, CEI compresa? Probabilissimo, visto il senso di lesa maestà da un punto di vista delle gerarchie ecclesiastiche, cosa che rende il film godibile e ne svela i possibili comportamenti di uomini di una certà età, dall’ossessione per la forma fisica, vedi cyclette, all’uso di sonniferi e tranquillanti e via dicendo.
Il morettiano torneo di pallavolo che viene allestito dall’analista in attesa che il pontefice si ristabilisca (non viene fatto sapere che è scappato…) riporta il tutto in seno alla commedia, anche e soprattutto di caratteri qual è il film, mentre l’interessato cerca di capire dentro di sé il senso di questa scelta e se ne è in grado. Sa che in realtà ha già preso la sua decisione e così andrà fino in fondo, rendendo pubblica la sua irremovibile decisione. Aderendo a quel “deficit di accudimento” ossessione di un altro analista, l’ex moglie del professore (un cameo di Margherita Buy).
Film giocato tutto sul filo dell’ironia e del paradosso, anche quando calca la mano in alcuni punti (il “nulla ha un senso” attribuito a Charles Darwin, la contrapposizione tra cattolicesimo e psicoanalisi), con la bellissima interpretazione di Piccoli e in generale di tutto il cast, conferma la statura di Moretti, se mai ce ne fosse stato bisogno.
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