Recensioni

A un anno di distanza da Shizaru tornano i Naked Truth di Lorenzo Feliciati, con una formazione leggermente modificata rispetto al passato. Alla tromba e alla cornetta c'è ora Graham Haynes (figlio del più noto Roy Haynes, batterista, tra i tanti, anche per Lester Young) al posto del dimissionario Cuong Vu, oltre ai soliti Pat Mastellotto alla batteria e Roy Powell alle tastiere. L'aggiornamento della line-up porta, da un lato, alla riconferma di un fluire morbido e indeterminato dei fiati in gran parte riconducibile al Miles Davis post-Bitches Brew (più di un punto di contatto con gli Animation di Bob Belden), dall'altro a un suono corale ancora più spinto e tirato nell'intrecciare contributi strumentali e generi.
Tra texture ambient, (Orange) e incroci di fiati allungati su drumming free (Dust), prog-jazz-rock (Dancing With The Demons Of Reality) e funk (Right Of A Nightly Passage), Ouroboros vorrebbe riassumere “l'uno e il tutto, ma anche l'eterno ritorno e la nozione di infinito”. Un viaggio di quarantanove minuti in bilico tra attese incombenti e detonazioni improvvise gentilmente offerto da una band in ottima forma.
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