Recensioni

Il viaggio di Nicola Sambo – in arte N_Sambo – prosegue con Argonauta, disco che arriva a tre anni di distanza dalle prime due prove, rispettivamente Sofà Elettrico e Suspended. Stavolta, il musicista livornese ha deciso di cominciare da una storia, che racconta “un’evasione, di un viaggio in mondi e personaggi immaginari, attraverso un concept album suddiviso in 13 tracce”. Già dal titolo, infatti, Argonauta suggerisce il continuum di un percorso che affonda le radici nell’elettronica, ma che finisce per diventare un ibrido tra pop e dilatazione psichedeliche, come se la forma-canzone, rigorosamente imposta entro i limiti del cantautorato classico, avesse avuto la possibilità di svilupparsi solo al proprio interno: in altre parole, una scrittura che segue strade, rotte e collisioni sonore sempre diverse da loro, ma ancora inserita e legata, nell’aspetto, alla tradizione italiana.
Il risultato sono brani dalla forte eterogeneità, accomunati tutti da una grande voglia di sperimentare e di spaziare tra i vari generi: si va dalla sofisticatezza pop à la Franco Battiato – sicuramente una delle influenze più riconoscibili -, ad esempio nei paesaggi lunari della title-track, a declinazioni krautrock, come dimostrano gli echi stranianti di Nella rete o Ruderi alieni, due brani che sembrano scritti dai migliori Bluvertigo. Esempi che ribadiscono ulteriormente il legame di Sambo con la nostra canzone d’autore, sottolineato anche da L’incontro, traccia a cui partecipa Simone Lenzi dei Virginiana Miller e in cui riecheggia il fantasma di Fabrizio De Andrè, anche se riconvertito a quell’estetica spaziale e fantascientifica che domina tutto il disco. Altrove, è forte la presenza di elettronica, rock e psichedelia, quest’ultima riconoscibile soprattutto nell’approccio alle melodie, sempre sviluppate in maniera aperta e interconnessa: elementi ricorrenti negli arpeggi radioheadiani di Milky Way o nel lungo esplodere trance/noise di Supernova I e II, così come in Tutto può cambiare, altro pezzo dal sapore pop decisamente italiano, e in cui figurano gli amici Appaloosa.
Visto e considerato il percorso fin qui svolto da N_Sambo, Argonauta risulta essere la terza prova di un approccio ancora sperimentale e atipico: nel complesso, un lavoro che, grazie anche a soluzioni interessanti e spesso diversificate, ha il merito di confermare il musicista livornese come una tra le figure più originali all’interno del panorama cantautoriale italiano.
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