Recensioni

A circa due anni di distanza dalla pubblicazione dell’esordio, torna protagonista l’estemporanea entità dei Music A.M.
Come ampiamente prevedibile, le undici tracce che compongono questo Unwound From The Woods si muovono su territori paralleli a quelli battuti dai progetti principali degli artisti coinvolti, amalgamando abilmente elementi acustici ed elettronici con un’attenzione particolare rivolta alla melodia ed alla cura dei particolari. In tal senso, affascina e colpisce l’ottimo arrangiamento di NY75, l’apparente semplicità di Stars on 45 e della conclusiva Every Bulb In The Place Blew, mentre I Was Born To Make You Happy non può non riportare alla mente le pagine più belle dei Moonshake. Non mancano, purtroppo, alcune significative cadute di tono come l’iniziale Always, Say It e Ten Ton Truck, brani nei quali il cantato e la presenza di Sutherland appaiono ingombranti e non propedeutici alla buona riuscita dei pezzi che, probabilmente, sarebbero risultati più incisivi se pensati e sviluppati in chiave strumentale.
Al di là di questi trascurabili, ma prevedibili, passi falsi, Unwound From The Woods risulta essere una discreta collezione di piccoli quadretti di sofisticato pop elettronico, nel quale è possibile individuare l’influenza di certe produzioni firmate Stereolab ma anche delle parentesi più romantiche e sognanti del catalogo Morr Music, il tutto rielaborato con buona dose di mestiere che i componenti dei Music A.M. hanno più volte dimostrato di possedere.
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