Recensioni

Mushy, ovvero l’ennesimo gioiello gelosamente custodito dal sottobosco italiano. Non una novità vera e propria l’esordio lungo della sigla dietro cui si nasconde Valentina F., responsabile in solitaria di Mushy e personaggio noto nell’ambiente musicale non solo italiano. Le apparizioni live (una su tutte, il PRE fest con Current 93 ed altri), le manifestazioni via tapes e cd-r (per Cold Current, Three Legged Cat, ecc) o le collaborazioni con nomi hype come Mater Suspiria Vision – senza contare il talento grafico messo a disposizione delle release Mannequin – stanno lì a dimostrarlo.
L’appena uscito Faded Heart, però, chiarisce molto, mostrando il perché di tanto interesse. Moderna chanteuse romantica e struggente, non lontana da certe sopravvalutate moaning stars (vedi alla voce Zola Jesus), si muove leggiadra e sognante su una architettura sonora fatta di tappeti di synth, loops di drum-machines analogiche, effettistica povera varia e una fluttuante e droning chitarra acustica a quattro corde. Strumentazione minimale per costruire landscapes spettrali e glaciali atmosfere reminiscenti in egual misura di Dead Can Dance e Cocteau Twins, minimal cold-wave e esoterismo folkish e visionario made in Albione, impreziosito dalla heavenly voice dell’artista romana. Calibrata su toni malinconici e evocativi, emotivamente chiaroscura e drammatizzata è in grado di trascinare l’ascoltatore in un deliquio onirico segnando la cifra stilistica più evidente di Faded Heart. Oltre ad essere il vero scarto che separa la nostra da altre frequentatrici di lande simili. Ottimo esordio.
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