Recensioni

“Poi, quando pioverà, alle note di una melodia, e tu riapparirai tra le gocce come sempre” canta Murubutu nella penultima canzone della scaletta Ode Alla Pioggia (Outro), quando ha ormai il pubblico abbondantemente in mano. A Bologna, Teatro Duse, un freddoloso giovedì 7 novembre non ha impedito al rapper reggiano di riscaldare la serata. Ad accompagnarlo sul palco c’è la cantante Dia (frequente collaboratrice) e la Moon Jazz Band, un giovane quintetto strumentale di ragazzi italiani (sax, tromba, tastiera, contrabbasso e batteria).
La performance arriva in pieno Jazz Festival, in svolgimento da qualche settimana nel capoluogo emiliano. Da Cécile McLorin Salvant, l’affascinante vocalist francese, all’immortale chitarrista Pat Metheny. Dalle variopinte composizioni di Kamasi Washington al virtuosismo classico di Paolo Fresu. La frizzante e ambiziosa pletora di ritmi sincopati e sassofoni urlanti, accoglie anche il rap, il figlio indisciplinato del jazz.
Il professore e fondatore de La Kattiveria ripercorre cartoline della sua discografia da solista, rafforzata dall’elegante groove dell’ensemble. A partire dalle prime parole di Il Migliore Dei Mondi, il tempo si ferma, anzi si sposta continuamente tra passato e presente, tra multiverso e realtà. L’esperienza è più che mai esclusiva e irripetibile, perché i sette sul palco sembrano essere una cosa sola, fratelli da una vita in una sinergia invidiabile. Inevitabilmente, il concerto va a gonfie vele in un ottimo intreccio tra musica, letteratura e poesia.
Attraverso il capitolo dantesco di Ulisse o il climax straziante di I Marinai Non Tornano, Alessio Mariani vuole raccontare storie, di rivincita (emblematica Grecale, o la spiazzante Scirocco) di viaggi nella fantasia (Multiverso) e passioni proibite (Paolo e Francesca). Conclude definitivamente con Markus e Eva, la storia di una coppia separata dal Muro di Berlino, che riesce a ritrovarsi vent’anni dopo. Forse, il messaggio di speranza di cui ognuno ha bisogno. E il pubblico resta a bocca aperta, forse addolorato, forse invaso dai brividi.
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