Recensioni

Già la collaborazione con Asia Argento la dice tutta. Gomma approda al mainstream (se non l’aveva già fatto) di classe. Quell’indie che piace a mamme e bambini insomma. Ma non solo: i remix annunciati sono per gente del calibro di Busy P (Ed Banger), The Juan Maclean (DFA), Whomadewho, Headman e altre teste calde del remiscelamento à la page. Operazione commerciale? Trampolino di lancio?
A ben ascoltare l’attenzione riservata dalla sceeene al ragazzo della Gomma non è poi così sprecata: Mathias Modicaci sforna un disco che parte dalla minimal (per la forma squadrata dei pezzi) e si ricongiunge a un’attitudine da party che caratterizza il suo percorso artistico già da tempo. Con questo non si vuol tirare in ballo solo la post-lounge, anzi. Il disco è più orientato dalle parti DFA off-disco e se ne sta in un limbo felice fatto di easy-rock (vedi la collaborazione in The Rat Race con Matty Safer, bassista dei Rapture), blues-hop che ricorda molto le derive SoulWax e l’Herbalizer degli anni 90 (Under Kontrol), l’electro dei Crookers (No Milk controcanto funky a Limonare?), ovviamente la techno minimal (Monopteros), e l’inno sensualissimo con un’Asia da urlo (Il Gatto).
Verrebbe quasi da paragonarlo a quel Funky Porciniche negli anni ‘90 furoreggiava a Londra pur con la sua matrice italianissima. Quel riscoprire la melodia sapendosi inserire nelle coordinate musicali del dancefloor del tempo, oggi Munk ce lo ritrasporta nella lounge tagliando a metà l’esperienza minimal, fornendo quindi una nuova direzione a quello che ormai è diventato (volenti o nolenti) la base per il suono ‘00. Lui la vede dall’angolatura del cocktail e del salottino, un privè fatto di cose essenziali, sublimato anche negli splendidi intermezzi fumosi anni ‘70. L’ingrediente base per le prime feste estive. Servire fresco con molto ghiaccio.
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