Recensioni

6

Potevano aspettare qualche mese ancora e festeggiare i dieci anni dal primo concerto, i Movie Star Junkies, ma la combriccola torinese è troppo (involontariamente?) iconoclasta per star lì a guardare date e ricordare o celebrare avvenimenti. Ecco, quindi, Still Singles, il cui nome ci ricorda la rubrichetta dedicata da Mosurock su Dusted Mag ai vinilini e che, guarda caso, riassembla la miriade di pezzi piccoli sparsi dai cinque in giro per il mondo. Una maniera, volenti o nolenti, per indagare e sì, celebrare, l’epopea made in MSJ attraverso un percorso che dalle prime sgangherate prove arriva fino alle ultime infuocate, debordanti eppur mature e calibratissime uscite discografiche (l’ottimo Son Of The Dust) e live (l’ultima furibonda prova al NOfest! ne è ennesima dimostrazione).

Dunque, a conti fatti ben venti pezzi per un doppio vinile eterogeneo com’è giusto e naturale che sia, ma anche pieno di piccole chicche misconosciute e di potenziali suggerimenti per una lettura trasversale dell’intera carriera del quintetto. Che sì, riprende come riferimento i nomi che mille volte abbiamo letto nelle recensioni o che abbiamo pensato al momento di ascoltarli, ma che mostra anche, via via che si susseguono gli ascolti, uno sviluppo verso una forma canzone sempre più articolata e varia senza perdere in impatto, emotività, concretezza e assalto frontale.

Va da sé che le prime prove siano più minimali, più crude nel loro intersecare traiettorie bluesy in modalità noise-rock alla Chrome Cranks o roboticamente sboccate alla maniera dei Suicide – senza l’enfasi malvagia del duo, in realtà – con organi sfatti (Garsin), cavernose reminiscenze (Lipstick) e cavalcate aussie-rock alla Birthday Party (Flamingos); altrove la maturazione compositiva è evidente e la struttura dei pezzi guadagna in organizzazione senza perdere in immediatezza. Echeggiano così strani ibridi alla Morphine (una Baltimore sensuale e conturbante) o robette country-folk-blues strappacuore come la cover di Cold & Gold di Bob Corn, sprazzi dei Mule d’antan qua e là a imbiancare, fino a passaggi che certificano la stessa evoluzione che vi fu dai Birthday Party ai Bad Seeds, come la splendida Satan Satan. Fate vostro questo lavoro, non solo per carpire l’essenza ultima dei Movie Star Junkies, ma anche per poter apprezzare le molte perle nascoste tra questi solchi.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette