Recensioni

Diavolo di un John Darnell, è proprio il caso di dirlo in occasione dell’uscita del quattordicesimo lavoro, Transcendental Youth, a nome Mountain Goats, buttando l’ occhio alla sulfurea copertina che accompagna il disco.
In trio con i sodali Peter Hugues,bassista e polistrumentista presente sin dall’inizio e con il batterista Jon Wurster, in forze da due album a questa parte, e con il consueto arrangiamento di Owen Pallett, Darnell tratta alla sua maniera tagliente e sottile la materia di un concept su crescita e dannazione, dedicato alle generazioni più giovani, offrendo come controparte l’idea di una ‘salvezza’ nel trascendere le situazioni anche peggiori andandovi oltre dopo averle attraversate.
Musicalmente e stilisticamente ritroviamo l’urgenza espressiva, la verve melodica, la vena surreale e ipnotica, le liriche acute e le chiavi di lettura del Nostro, che muovono dal quotidiano e da alcuni temi scelti per superarli, prendendoli a pretesto per trattare la sua visione della vita, appassionata e disincantata insieme, e solo apparentemente cinica.
Un narratore che prende a piene mani da Robyn Hitchcock, R.E.M., Mike Scott, Daniel Johnston, Mark Everett, Go Betweens, Syd Barrett, Gordon Gano e la lista potrebbe continuare ancora sui numerosi ispiratori. L’uomo ha il talento di far suoi umori e amori e di continuare a confezionare la sua musica originale, tesa tra ballad disincantate, psych, freak rock e indie assortiti, tra psicosi e divertissement, con più semplicità e meno stratificazioni di un tempo.
La giusta maturazione di un talento che merita certamente maggiore visibilità.
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