Recensioni

Mountain Goats è lo pseudonimo di John Darnielle, affiancato di volta in volta da collaboratori / amici diversi, e autore di una discografia prolifica e tentacolare come quella di Daniel Johnston (cassette, CD, singoli, 7″, box, eccetera). Il nocciolo della sua arte risiede nei testi. Partendo dalle fondamenta di una discografia che consta di più di cento brani, Darnielle tenta così il ‘grande salto’ con Tallahassee, che esce per la 4AD e riesce a meritarsi quell’attenzione in più che il passaggio di etichetta automaticamente comporta.
Darnielle suona una varietà di strumenti, e si fa accompagnare da Peter Hughes, ma il cuore ruota ancora tutto attorno ai testi: un racconto sarcastico e triste allo stesso tempo sulla fine di una relazione portato ai limiti dell’autoparodia (E pare inoltre che questo disco sia la continuazione di una sorta di “soap opera” cominciata nei dischi precedenti, con i due protagonisti che, in crisi di coppia, vanno in Florida per rimettere insieme i cocci o divorziare definitivamente).
L’elaborazione musicale aggiunge valore a una raccolta che passa dagli arrangiamenti di campanelle di Idyllis Of The King al rock robusto di See American Right. Il suono ricorda tanti cantautori classici senza plagiarne nessuno, anche perché l’attenzione è rapita dal tono quasi derisorio con cui vengono pronunciati testi memorabili come quelli di No Children: I hope that our few remaining friends / Give up on trying to save us I hope we come up with a failsafe plot / To piss off the dumb few that forgave us I hope the fences we mended / Fall down beneath their own weight And I hope we hang on past the last exit I hope it’s already too late And I hope the junkyard a few blocks from here / Someday burns down And I hope the rising black smoke carries me far away / And I never come back to this town Again in my life I hope I lie / And tell everyone you were a good wife And I hope you die / I hope we both die I hope I cut myself shaving tomorrow / I hope it bleeds all day long Our friends say it’s darkest before the sun rises / Wère pretty sure they’re all wrong I hope it stays dark forever / I hope the worst isn’t over And I hope you blink before I do / Yeah I hope I never get sober And I hope when you think of me years down the line / You can’t find one good thing to say And I’d hope that if I found the strength to walk out / You’d stay the hell out of my way I am drowning / There is no sign of land You are coming down with me / Hand in unlovable hand And I hope you die / I hope we both die
Ma i testi di Tallahassee sono quasi tutti da antologia. Un disco che trasforma il dolore in risata, e il cantautorato psicanalitico in beffa falstaffiana.
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