Recensioni
Una delle ultime cult band in ambito rock torna dopo due anni di silenzio e un paio di dischi contraddittori con un album doppio e un componente in meno. Dopo l’abbandono del drummer extraordinaire Gebhardt, i Motorpsycho con l’ausilio di Jacco Van Rooij superano di slancio la prova ed escono allo scoperto con un disco che ha nell’immediatezza la carta vincente.
Contrariamente ai rumors che hanno preceduto l’uscita non si tratta di opera divisa in due parti, classica e sperimentale, ma di album omogeneo, un monumento al riff e alla psichedelia pesante. Questa è la spina dorsale del doppio album, il midollo spinale da cui partono le mille diramazioni/divagazioni, che ripotrano alle sonorità che impregnavano Timothy’s Monster e Blissard.
Ricordate la cover dissonante e impetuosa di California Dreamin’ del secondo album? È questo che sognano ora Bent e Snah, abbandonando le atmosfere degli ultimi lavori, più vicini a Pet Sounds e a una psichedelia più delicata e riflessiva. Lasciano nel ripostiglio anche le sonorità barocche e gli arrangiamenti sciropposi, il folk-rock, il jazz e il country, abbracciando un suono più diretto e rumoroso, quasi da registrazione in presa diretta.
No Evil è un arrembaggio sonico di vichinghi stupefatti, degno dei migliori Oneida, In Our Tree è una struttura geometrica e sincopata che esplode in supernova di cristalli di LSD, per poi ricomporsi improvvisamente in un assolo metallico e allucinato.
Kill Devil Hills parte gioiosa tra riff empatici e campanellini e man mano si tinge di tinte sempre più fosche, di suoni più heavy e distorti fino alla catarsi, quasi un viaggio dal Big Sur al Polo Nord. Il drumming tribale in You Lose e Hyena accompagna cori lisergici e distorsioni fuori controllo. The 29th Bulletin è la gemma pronta ad entrare nel cuore dei amanti del lato più melodico dei norvegesi.
In certi momenti la band unisce il tremendismo fugaziano allo sconvolgimento neuronale dei Grateful Dead, come se i Quicksand suonassero ad un Acid Test. Before The Flood e Fury On Earth sono un momento di introversione prima dell’arrembaggio finale di With Trixeene Through The Mirror… dove le schitarrate alla J Mascis la fanno da padrone.
I Motorpsycho hanno scelto sicuramente la via migliore per ritornare, producendo il combustibile più adatto per i loro live incendiari.
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