Recensioni

Tutto nasce dalla nenia acustica di Wind Took My Hair Away, brano di apertura del disco in cui chitarra, pianoforte e armonica a bocca mescolano i propri talenti: un’occasione irripetibile per fissare il tema centrale dell’esordio discografico “adulto” dei liguri Morose e le linee guida del progetto. Che si parli di cantautorato dimesso pare un fatto assodato, almeno a giudicare dal miscuglio di eleganti influenze alla base delle dodici tracce, di quelli che scendono a patti con l’alt-country quando si tratta di confezionare ballate crepuscolari (Der Grüne Punkt:), con i toni malinconici dei Black Heart Procession negli episodi più oscuri (I Saw You Crying On The Bus e The Lumber-Room-Man), con i vocalizzi “stoned” in puro stile Arab Strap (There’s No Way To Come To You) in quelli meno drammatici.
C’è poco spazio in La mia ragazza mi ha lasciato per stati d’animo che non siano l’abbandono (splendidamente rimarcato dalla fisarmonica di Going to Damascus), la desolante incompiutezza, la svagata disillusione. Un inno all’intimità più laconica che non fa prigionieri.
Amazon
