Recensioni

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Mille anni fa, o poco meno, il mondo musicale ruotava intorno ad altre dinamiche. Niente p2p, niente myspace, niente dischi (spesso) se non d’importazione. Così la maniera più semplice per chi era alla ricerca di qualche novità musicale era sintonizzarsi su qualche radio coraggiosa alla ricerca di trasmissioni semi-clandestine. Fu così che una notte scoprii uno dei miei gruppi preferiti: i God Machine. Lo speaker sottolineò con enfasi che Train, quel pezzo fantastico con un basso cavernoso e circolare, una batteria inarrestabile e una voce indemoniata, non era originale ma apparteneva ad un altro gruppo, a me sconosciuto. La ricerca dell’appena uscito album dei GM fu semplice, così come grande fu la soddisfazione nell’ascoltarlo. Un po’ meno facile fu trovare la band titolare di quel pezzo ascoltato in una fredda sera autunnale. Fu così che i Morlocks raggiunsero immediatamente nel mio immaginario uno status di culto. Cercarli senza poterli avere. Sentirseli rimbalzare in testa senza averli. Vederli ri-emergere carsicamente nella memoria nonostante gli ascolti si indirizzassero in direzioni sempre diverse.

Ora a distanza di molti anni, quel pezzo, quel disco, quel gruppo tornano in vita. Una vita non solo discografica, dato che sembrano apparentemente riformati e in piena forma. Ecco così che grazie a due agguerrite etichette italiane tornano in circolazione, almeno europea, il primo mini-lp Emerge (Midnight Recs, 1985!) e l’ultima release Easy Listening…, uscito in edizione semicarbonara lo scorso anno solo negli States. Cosa aspettarsi dai Morlocks? Beh, nulla più, nulla meno di ciò che ogni ascoltatore di musica deve aspettarsi. R’n’r puro e duro, insano, virato verso la psichedelia più rumorosa, a forti tinte farfisa, con cavernosi echi fuzz, di quello che rievoca il garage-punk dei sixties alla Sonics e Gravedigger Five da cui, guarda caso, provenivano la chitarra di Ted Friedman e lui, Leighton Kaizumi. Voce e disperazione, incarnazione punk sopraffina, reietto di quelli veraci, come dimostra la sua clamorosa biografia recente e non. Tutto il resto è chiacchiera. E poi, volete mettere, riascoltare One Way Ticket? Quella batteria, quella voce, quel basso, in versione originale?

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