Recensioni

Tutto in gioco, lo mettono, sì, i Moreish Idols, da Falmouth, in Cornovaglia, nel loro album di debutto su Speedy Wunderground, l’etichetta di Dan Carey che fa anche da produttore carico di idee, dopo un paio di EP – Float del 2022 e Locked Eyes And Collide del 2023 – che li avevano candidati tra i nomi da tenere d’occhio nella nuova scena londinese.
All In The Game, primo passo in lungo, accentua un’evoluzione che ha progressivamente spostato il quintetto dai riferimenti post-punk di origine, comunque sempre rintracciabili (si sentano la più scattosa Railway e l’art wave di Acid), verso un songwriting che incorpora pop, folk e jazz con raffinata attitudine psichedelica (Sundog, Out Of Sight, Tiny Flies). I singoli di anticipazione avevano d’altronde già spaziato dalle incalzanti melodie rooty di Pale Blue Dot agli arpeggi quasi da Suuns di Slouch e al piglio espressamente onirico di Dream Pixel.
Alle corde elettriche e acustiche si aggiungono sintetizzatori, sax e stratificazioni vocali, con una varietà che abbraccia anni 70 e presente, Pavement e Grizzly Bear, Black Country, New Road e Talking Heads. La formazione è composta dai due cantanti-chitarristi Tom Kellett e Jude Lilley, spesso all’unisono, e dal bassista Caspar Swindells, dal batterista Sol Lamey e dal sassofonista Dylan Humphreys. Tutto in gioco è persino dal punto di vista testuale, poiché si parla di esistenzialismo, memoria e malattia, inclusa la spondilite anchilosante di Lilley raccontata nella succitata Slouch – in breve, quello che ci arriva addosso durante il nostro breve soggiorno sul pianeta Terra, combattendo la cupezza della realtà con la speranza, nonché focalizzandosi sul concetto di tempo.
Lo stesso concetto di tempo che ha fornito spunti a livello sonoro, dai sassofoni registrati a differenti velocità dell’interessante title track a due canzoni nate dalla medesima demo, quasi una il ricordo dell’altra, collocate in apertura e chiusura di scaletta, Ambergrin e Time’s Wasting. Tutto in buon gioco, in serena attesa di capire fino in fondo chi diventare.
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