Recensioni

Posto che se stessimo qui ad elencare tutti i progetti che vedono protagonista il canadese Spencer Krug, faremmo notte, ci limiteremo a costatare come Moonface sia la sua incarnazione più sperimentale, almeno a giudicare dai precedenti lavori.
L'EP Marimba and Shit-Drums del 2010 e l'LP Organ Music Not Vibraphone Like I’d Hoped del 2011, erano suggestivi tentativi di stressare fino in fondo le possibilità degli strumenti da cui prendevano il titolo. Da questo punto di vista, in Heartbreaking Bravery, la ricerca sonora è finalmente al servizio di canzoni di amplissimo respiro, che si fanno apprezzare sin dal primo ascolto. Merito delle trame opulente e degli scenari epici e magniloquenti che trasformano i temi drammatici, in sontuose sinfonie wave.
Yesterday's Fire, ad esempio, ha quel tipo di crescendo corale che ha fatto le fortune dei connazionali Arcade Fire, con il piano che detta l'agenda melodica, le foschie shogaze in lontananza e la voce schiacciata dal pathos.
I Siinai, il collettivo finlandese che accompagna Krug con digressioni sonore che spaziano dal folk apocalittico alle digressioni cosmiche, hanno la capacità di mantenere con sicurezza l'equilibrio fra le tentazioni avant-garde e la ricerca di accessibilità. Per questo Heartbreaking Bravery è un album pop che si ritaglia momenti di elegante sperimentazione nei tappeti sintetici puntati verso l'orbita dei Tangerine Dream di 10,000 Scorpions o col misticismo pacificato della title track.
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