Recensioni

Sin da quando dieci anni fa cambiarono ragione sociale da Slowdive a Mojave 3, per Neil Halstead, Rachel Goswell e Ian McCutcheon (più Alan Forrester) c’è stata una lenta, costante evoluzione, che ha portato la loro musica dal folk dilatato, psichedelico e monolitico degli inizi (una formula che toccò il suo apice in Excuses For Travellers, 2000) a variare di album in album, aggiungendo elementi sempre nuovi all’interno di un sound ben definito che trova numi tutelari tanto nel visionario Syd Barrett solista quanto in padri della canzone tradizionale come Fred Neil, Tim Buckley, e Tim Hardin.
Fino ad arrivare al sesto long playing, questo Puzzles Like You che, tra i cultori della band, non mancherà di destare attenzione (se in positivo o meno, è tutto da vedere). Come nei recenti Sonic Youth, in questo disco c’è tanta voglia di melodia e leggerezza, che nell’idioma Mojave 3 si traduce in vibrazioni di psych-folk californiano alla Love, Byrds, Buffalo Springfield, così come in una ripresa dell’indie pop di Pixies, Cure e Smiths, aggiornando al contempo il loro canone a un mood più rilassato, easy e, sostanzialmente, divertito. E il gioco, per quanto possa far sorgere più di una perplessità (specialmente in chi già nel precedente Spoon And Rafter aveva individuato una fase calante), a conti fatti funziona: ancorché macchinose o fuori luogo, Truck Driving Man, Breaking The Ice, Ghostship Waiting sono godibilissime pop songs, arrangiate con gusto e leggerezza, tra rimandi sixties (Kill The Lights ondeggia pericolosamente tra jingle jangle, caleidoscopi Doors e onirismi Beach Boys) e nineties (la spinta Frank Black / Pavement di To Hold Your Tiny Toes), mentre Running With Your Eyes Closed, la title track e Big Star Baby arricchiscono il repertorio con ballad country – un po’ Neil Young, un po’ Gram Parsons – che hanno nella melodia il loro punto di forza.
Resta, seppure a tratti, quell’intimità quasi impalpabile a cui i Nostri ci hanno abituati sin dagli esordi, vedi Most Days, The Mutineer e You Said It Before, ma per lo più, quanto a catchyness e freschezza compositiva, pare che i Mojave 3 oggi siano intenzionati a gareggiare con i Belle and Sebastian (quelli degli esordi, per intenderci) piuttosto che crogiolarsi una volta di troppo nelle loro malinconie “storiche”. Una bella svolta, a pensarci.
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