Recensioni

7.5

Dopo l’imponente doppio viaggio di A I A dello scorso anno, Liz Harris torna alle amate collaborazioni. Dapprima in coppia con Ilyas Ahmed per il progetto Visitor, poi con Lawrence English per la performance multimediale di Slow Walkers, serie di videoinstallazioni e live incentrati sullo zombie “as cultural phenomena, waking in 2012…. Senza contare l'esperienza di Violet Replacement, zibaldone noise/analogico che si fonda su l'uso e l'abuso di nastri ed effetti e che come Grouper sta portando in giro per l'Europa proprio in questi giorni, non ultima l'Italia con le tre date di Milano, Torino e Ravenna delle scorse settimane. Ma il piatto forte dell’anno è a tutti gli effetti Mirrorring (con due erre), progetto costruito in coppia con la folk singer di Seattle, Jessy Fortino, meglio nota con il nome d’arte di Tiny Vipers. Le due si conoscono tramite internet, si scambiano dischi, si incontrano a più riprese in quel di Portland e dopo un po’ decidono di fare insieme alcune session senza troppe aspettative, giusto per vedere l’effetto che fa. Il risultato finale lievita fino alla durata di 45 minuti e produce un intero album, che ai tipi della Kranky quasi non sembra vero di poter licenziare.

Foreign Body è un disco che non nasconde nulla e non regala sorprese. Mirrorring è a tutti gli effetti il risultato di un equazione perfetta tra l’afflato aereo e onirico del Grouper sound e la ruvidità acustica, senza filtri di Tiny Vipers. Mai come in questo caso l’unione dei due elementi viene gestita con un’attenzione maniacale ai dettagli, senza per questo lasciare da parte la spontaneità della presa live. Fell Sound e Mine sono puro distillato dream pop, sulla scorta di un’effettistica che più riverberata non si può e che altro non è che l’ennesima emozionante filiazione dei Cocteau Twins più magici di Tiny Dynamine e Victorialand. Silent From Above è la classica ballad folk in chiave minore di Tiny Vipers a cui la Harris aggiunge una sentita doppia voce nel finale. Probabilmente il miglior esempio dell’alchemica unione tra le due è Cliffs, cruda escursione folk in primo piano, su sottofondo nebbioso di riverberi infiniti. Il successo dell’operazione sta nel centrare un proprio percorso riconoscibile in un genere ormai così saturo, come il drone-folk, lasciando per altro ampie tracce delle referenze individuali. La musica che ne viene fuori è cupa e malinconica come si compete a due delle dark ladies della scena indie più seguite di questi anni.

I Mirrorring idealmente si collocano tra la iper malinconia di Windy & Carl, la tristezza infinita dei primi Low e la psichedelia rurale dei Flying Saucer Attack, andando in qualche modo a fare il paio con un progetto molto simile a questo come quello dei Clear Horizon, collaborazione tra Jessica Bailiff e David Pearce, anch’ella, a suo tempo, distribuita da Kranky.

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