Recensioni

7.3

Ci sono libri, film, luoghi, persone, che scopri per caso. Anche dischi. Merito di un fugace passaggio radiofonico colto di sfuggita, tentatore come lo sguardo ammiccante di fascinosi sconosciuti. Vale per Throught Empty Landscapes And New Beginnigs, primo lavoro sulla lunga durata di Mirek Coutigny.

Pianista trentunenne, il belga ha alle spalle una manciata di musica sparsa tra EP, una colonna sonora (non disponibile di per sé), e il recentissimo, vero, esordio; pane azzimo per piccole label indie. The Road, No More, We Want To Be Remembered, Survival Is Insufficient, New World, Home, al minimo, brani strumentali tranne uno, sono generatori di emozioni delicate da consumare in spazi angusti. Nell’intimo raduno del vostro volontario isolamento.

Il disco di Coutigny è si ispirato a Stazione Undici, il romanzo di Emily St. John Mandel dal quale è stata tratta l’omonima miniserie TV trasmessa in USA da HBO Max e in Italia nel 2022 da TIMvision. Sebbene non ne sia la colonna sonora, pur avendone i contorni.

Vero: non c’è nulla di nuovo tra le note di questo pianista ignoto ai più che fa musica cucendo in modo certosino soundscape, progressive rock, ambient, ed elettronica che si insinua in modo subdolo e suadente. Non c’è nulla di quel nuovo, o insulsamente strombazzato tale, atto a soddisfare i bulimici bisogni di novità di grido per gonzi. C’è solo la capacità di seminare idee che crescono emozioni da offrire a spiriti ricettivi.

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