Recensioni

Se siamo stati così cattivi con l’ultimo John Zorn, perché dovremmo esserlo meno con l’ennesimo Patton? Perché il fatto che A Perfect Placesia
colonna sonora dell’omonimo cortometraggio di Derrick Scocchera
dovrebbe suscitare un riflusso di indulgenza e magnanimità, forse –
dai, Patton, sbizzarrisciti con trovate ad effetto. O perché di quel
cortometraggio, Patton, ci fa gentile omaggio nel dvd allegato al cd
musicale.. O perché ci vuole convincere ancora una volta con caparbietà
(quella nessuno gliel’ha mai negata) che il suo amore per i compositori
italiani di colonne sonore è davvero incondizionato e genuino.
Ci sono due brevi tracce, in A Perfect Place, Car Radio (AM) e Car Radio (FM)che simulano il selvaggio accavallarsi ed alternarsi di disparate
frequenze radio. Si ascoltano, tra le altre cose: frammenti di colonne
sonore, sigle di show televisivi, assoli di chitarra metal, percussioni
tribali, un valzer, una ritmica hip hop, gli ululati di un tifo da
stadio. Ecco, Mike Patton è questo. Il citazionista post-moderno
arrogante e sfacciato. L’ascoltatore famelico ed enciclopedico.
Il
(superficiale) montatore di pastiches avveniristici ed
eclettici. I numerosi fan saranno felici di scoprire che, oltre alle
solite cose, Patton si sbizzarrisce stavolta ad ammiccare all’estetica
delle big band, al twist, all’hillibilly in un divertito e divertente
(?) gioco colto di omaggi e rimandi… Quanto a noi, se siamo stati
così cattivi con l’ultimo John Zorn, perché dovremmo esserlo meno con l’ennesimo Patton?
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