Recensioni
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Un tuffo solitario nel passato, un viaggio a ritroso nell’autodistruzione privata, senza compagnia-Vaisanen, quello di Mika Vainio nelle brutali (nuove/vecchie) traccie.
Analogue working si legge nella press-release: come se qualche beats da techno afasica, avesse più valore provenendo da una macchina midi che da un laptop-looper.
Vecchie questioni e espedienti commerciali per la Raster che una manciata di beats, un oscillatore, ed un mixer non riscatteranno, né scuoteranno uno stile diventato evidentemente solenne.
Come un orologio colante, Vainio è oramai rappreso nella memoria polverosa dei suoi sogni andati. Fa paura ammetterlo ma è così.
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