Recensioni

7

La premessa è che la vita solista di Vainio non è mai stata lontanamente paragonabile a quella con il gemello Vaisanen nei Panasonic/Pan sonic, o per meglio dire, difficilmente ha aggiunto qualcosa a quanto già detto e fatto. Stesse ambientazioni noise-industrial in clima post-umano, esercitate nel medesimo spirito artigianale.

Naturale quindi che Life (…it eats you up) batta sempre lo stesso chiodo, anche se ad onor del vero è una delle migliori interpretazioni fornite dal nostro. E' tutto chitarra/feedback/distorsioni il disco: un primo quarto d'ora sparato noise con tutti gli stridii e le abrasioni del caso, poi arrivano un paio di basi industrial a ricordare Gravitoni e dare ritmo al lavoro, per finire con l'apparentarsi ad un certo drone/doom metal tipo Sunn o))). In mezzo quella irriconoscibile versione di Open up and bleed degli Stooges, come servisse a ribadire che di classe qui, ne gira parecchia.

Certo è ancora un disco da fan, ma anche uno degli episodi più interessanti per avvicinarsi al mondo di Vainio: un po' perchè torna ad andarci giù pesante, un po' perché il gioco pieni/vuoti è ben calibrato, e il lavoro scorre via fluido nella sua (quasi) ora d'ascolto. Quel che si dice un lavoro ispirato.

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