Recensioni

Non di solo The Weeknd vive il post-Jacko: anche Miguel ha un posto di tutto rispetto all’interno di quel fortunato filone r’n’b che di questi tempi finisce per abbracciare l’eredità del Prince buonanima. Lontano dalle suggestioni più cupe, urbane e maledette di Tesfaye ma altrettanto patinato e modiaolo, Pimentel in questo nuovo War & Leisure si attesta definitivamente su un immaginario più solare, liquido, gioioso e stoned. Ci sono chitarre e synth belli ariosi, funk come se piovesse (Told You So, Caramelo Duro), un po’ di house e tanto hip hop (Sky Walker) con un paio di immancabili feat. senza troppe lodi (Rick Ross e J. Cole), mentre invece funziona a dovere quello con Travis Scott a giochicchiare con l’autotune.
Le melodie ci sono sempre e colpiscono nei punti giusti: d’altronde Miguel a scrivere hit di livello è sempre stato bravo, e oltre che The Weeknd, l’altro nome cui è stato spesso accostato agli inizi è Frank Ocean, di cui rappresenta la controparte più poppy, easy listening e laccata. Questo quarto lavoro è un disco che funziona alla grande e si fa ascoltare che è un piacere, praticamente senza passaggi a vuoto e con 12 potenziali singoli. Non sarà un capolavoro, ma di dischi pop di questa caratura ce n’è sempre bisogno.
Visti i tempi che corrono in patria, sarebbe stato anche lecito aspettarsi qualche presa di posizione in più a livello politico da parte di Miguel, afroamericano di origini messicane. A sprazzi ci prova pure, ma non va proprio benissimo. Se poi arrivano versi come quelli di Cole in Come Through a rincarare la dose, forse sarebbe stato meglio farne a meno («Trump saying slick shit / Manipulating poor white people because they ignorant»: ma che è, il temino delle elementari?). Va meglio quando si limita a cantare il suo: scopare tanto e farlo sapere al mondo, rollarsi qualche joint, fare festa e poco altro. È tutto nel video di Sky Walker: si ride e si fanno le fotine alle tipe con le chiappe di fuori. Può anche infastidire, ma musicalmente si viaggia alla grande.
Amazon
