Recensioni

Analizzando gli scritti del compositore spagnolo di Musica Seria Miguel Ángel Coria si incontrano digressioni filosofiche sulla natura dell’uomo, valide sentenze socio-politiche, perfino alcune illuminanti boutade. Citazioni colte mischiate a un atteggiamento “diretto” nei confronti del lettore consentono di apprezzarne gli intenti, soprattutto in virtù di un’onestà intellettuale che ha inteso e intende restituire l’atto creativo al pubblico, senza che questi ne debba snaturare la formula facendone un sottoprodotto popolare.
Teorie e applicazioni musicali di Coria perciò nascono dalla profondità di uno studio attento dell’essere uomo, avvalendosi del coraggio ereditato dal suo decennio di maturazione musicale (i sixties) e di alcuni grandi maestri del pensiero (peschiamo nella mischia, Charles Fourier), compresi e a volte ripresi per investigazioni musicali post-moderniste.
En Rouge Et Noir, per la collana Nova Musicha della Cramps, è lavoro diviso in una prima parte che espone la risultante determinata dal compositore e da una seconda formata dai frammenti che assemblano la prima. Si tratta con tutta probabilità (le note interne sollevano molti argomenti ma non soddisfano le informazioni in merito a chi suonò cosa) di un pezzo per pianoforte preparato che, naturalmente, rifuggendo l’impiego tradizionale dello strumento ne cava fuori un sound percussivo, comunque distante dallo straniante effetto “Gamelan” ricercato talvolta da Cage.
È questa un’etica del “fare” che sprona il fruitore a credersi compositore, a soverchiare il proprio diritto all’ascolto passivo in nome di un atto di volontà traducibile forse (qualcuno si augura) in una presa di consapevolezza rispetto alla centralità del singolo all’interno di ogni sistema vigente. Se il discorso, sulla carta, può anche tornare, è alla prova dell’ascolto – passivo o attivo che sia – che il piacere (anche quello più perverso) scarseggia.
Trionfano le intenzioni sornione di un Coria autocompiaciuto, additante il mondo della cultura che egli tiene a criticare senza volersi Critico, epperciò palesando il naufragio di un’arte che si vuole sfrenata ma fluttua in balia di una risposta senza che una domanda sia mai stata davvero posta.
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