Recensioni

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Prendete certe sonorità wave ’80, quelle meno mainstream e navigate, più minimali e sperimentali, tra Eleven Pond e Lisfrank, unitele ai synth e all’elettronica nordeuropea (Mùm, Lamb) e lì, in quel cespuglio di suoni, troverete i Microlux. Geküsst, secondo album del duo salernitano, è un lavoro molto complesso, mutevole, ricco di sfumature e piani prospettici da osservare. Cantato in tre lingue (tedesco, inglese e italiano), prodotto da XXXV in collaborazione con il cantautore Nicodemo, il disco di Linda Edelhoff e Fabio Colasante aggiunge una nuova tappa al percorso artistico della band, un viaggio fatto di beat e impasti sonori.

Le sei tracce che compongono questo lavoro si muovono tra autostrade kraftwerkiane e impasti simil big beat. The Dance scalda i motori di una macchina tanto basica quanto altera e sfuggente, un guardare altrove che rende la musica dei due tanto imprevedibile quanto alchemicamente seduttiva. An Ant è il risultato di questo gioco di rimandi, di sguardi incrociati e mash-up sincopati, mentre Instabile, cantata insieme a Garbo, è il momento più riflessivo, italico e easylistening del disco.

Geküsst si chiude – forse un po’ troppo presto, per un lavoro che con qualche idea in più avrebbe potuto ambire ad un peso specifico ancora superiore – con un’evocativa Diva fatta di silenzi e assenze, artifici e vezzi da dancefloor, confermando un progetto in ottima forma che con un po’ di consapevolezza e ambizione in più potrebbe raggiungere agevolmente un pubblico più ampio.

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