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7.4

Tra le migliori realtà contemporanee in ambito underground, post e ritual-industrial, lo svedese Michael Idehall, con il suo approccio occult noise, tra Psychic TV, Coil e NON, è riuscito a farsi notare brillando per la chiarezze delle idee e per il raffinato sostrato filosofico-alchemico che le accompagna. Oggi la label Ant Zen, con un’operazione mirata alla maggiore diffusione nel circuito elettronico di confine di questo promettente progetto, presenta in CD due lavori usciti su cassetta per la svedese Beläten: Sol del 2012 e Deep Code del 2014.

L’opera, come è ovvio, è divisa in due parti: la prima, Sol, è contraddistinta da un utilizzo marcato di ritmiche ossessive e oscure, ma raramente telluriche: il morboso e distorto incedere di Horsemen non è una cavalcata selvaggia al fulmicotone, ma un mezzo per astrarsi dalla realtà e per abbracciare una linea di pensiero differente. Anche la lunghissima Language Of The Birds, suite minimalista della durata di oltre dieci minuti, annichilisce l’ascoltatore, assorbendolo totalmente, per poi catapultarlo in una dimensione astratta in cui il pensiero possa liberamente fluire. La ossessiva ripetizione del beat e l’atmosfera avanguardista, quasi surrealista, si insinua grazie a seducenti mantra archeo-industriali. Il carattere groovy particolarmente spiccato di Lawka rende il brano una sorta di balletto meccanico, ma si tratta sempre di dark psichedelia per esseri umani alla ricerca di mondi altri. Vril.ya è il brano che, meglio di tutti gli altri, si dedica all’ossessiva ripetizione di un battito veloce e inesorabile, quasi in chiave rhythmic noise, ma permeato da un’aura misticheggiante: un rituale alchemico di purificazione in cui pian piano si perde la propria identità, per recuperare la dimensione spirituale. Zann Window è un altro oscuro drone ambient nero come la pece in cui trascendenza e annichilimento individuale si incontrano: il viaggio verso l’annullamento volontario dell’Io è paragonabile all’incedere inesorabile del ritmo del brano.

Deep Code è un lavoro meno disturbato e ossessivo, ma non meno incombente, ritmato e interessante, in cui il groove assume un ruolo sempre più importante e in cui la ripetizione ossessiva, satura e annichilente comincia ad assumere forme più ctonie. Quelli che erano spaccati post-industriali diventano brani veri e propri giocati su meccanismi di tensione/distensione, come nella profonda e recitata Omphalos o nella ancor più intrigante Lucifer, una delle tracce migliori di questa compilation assieme a Spiderwoman, in cui è possibile ascoltare un bilanciamento perfetto tra recupero dell’antico e del tribale riletto in chiave noise post-industriale. In generale, tutti gli episodi di Deep Code escono dai confini piuttosto ristretti della musica distorta presente in Sol, nella sua forma più primordiale, per trasformarsi in un’elettronica solenne e, allo stesso tempo, pesante come una pioggia di massi. Questo fa sì che i brani guadagnino un’aura visionaria e quasi lisergica, che stimola maggiormente la riflessione e la meditazione.

Quella di Michael Idehall è musica che mira all’analisi della psiche umana e delle logiche che governano l’individuo, musica complessa che trova la sua ideale dimensione nell’ascolto solitario, a debita distanza da qualsiasi forma di disturbo mondano.

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