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6.8

Completato dopo due anni nelle pause tra una data e l’altra delle tournée nelle quali è stato riarrangiato più volte, The Baby & The Satellite raccoglie una manciata di canzoni scritte originariamente nel 2001 e perciò antecedenti a quelle confluite in Micah P. Hinson & The Gospel Of Progress.

È un album meno arrangiato e struggente dell’esordio, che non può vantare altre Don’t You e Patience ma dalla sua possiede almeno quattro momenti dignitosi caratterizzati da un piglio più pacato e asciutto. Manca insomma quell’“io che tutti” che caratterizzò l’esordio, al suo posto, una scrittura sufficientemente matura, come accade nella delicata e fatalista ballata The Dream You Left Behind e, subito dopo, attraverso le ammalianti desertiche linee costiere di Wasted Away.

Hinson si concede folk più convenzionali che seppur non epocali suonano genuini (The Leading Guy, The Day The Volume Won) e non tarda a accendere la fiammella con un brano retto su una drum machine e degli inserti di dialoghi in field recording, forse il più accessibilmente arioso del breviario.

La traccia 9 intitolata The Baby And The Satellite contiene le session del 2001 nella loro versione originale quando a accompagnare il cantautore c’erano gli Earlies. È più che altro un documento musicologico che dimostra come il cuore pulsante di queste canzoni è sempre lo stesso, a cambiare soltanto qualche gingillo formale.

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