Recensioni

Rimanendo all'interno del suono elettronico scozzese, più che il Washed Out tirato in ballo in occasione dell'ultimo album degli Errors, Julian Corrie, ultimo acquisto in casa Chemikal Underground, sembra un incrocio tra Caribou e Nathan Fake in una tela coloratissima tra pop-folk e sintetiche korg, spazi aperti e occhio elettronico.
Corrie è un giramondo. Londinese di nascita e freelance sound engineer di professione, il nostro ha passato cinque anni in Perù prima di prender casa a Glasgow dove si è fatto conoscere come chitarrista nell'indie-pop act Maple Leaves – duo con Anna Miles (ora quartetto) di cui oggi è produttore – prendendosi l'applauso dei Belle & Sebastian. Miaoux Miaoux – attivo dal 2007 con l'album autoprodotto Rainbow Bubbles – rappresenta invece l'alter ego personale, un caso indie pluriradiografato della blogosfera britannica, anche per via di un'apertura per i Beak di Geof Barlow e un remix per Zoey Van Goey. L'annuncio della firma per una Chemikal in cerca di rinnovamento (il catalogo, ricordiamolo, è fatto di chitarre – Mogwai, Radar Bros e Delgados – e druken lyiric à la Arab Strap) ha intensificato il chiacchiericcio e sviluppato l'attesa attorno a questo Light Of The North, un album prodotto dalla vecchia volpe Paul Savage (Phantom Band, Mogwai) che ha richiesto più di un anno di lavorazione.
Rispetto ai The Errors di Simon Ward, Corrie toglie di mezzo ogni shoegaze e glo-fi feeling per andare dritto al cuore di una vivida synth-etica pop. In scaletta trovi dell'indie-dance giocata su un abbondante rifforama analogico/materico tipico di questi anni, ma anche aperture folk-pop. Ed è questa la freccia nell'arco: synthpop, wave alla sei corde (Esperanza il riferimento più ovvio), rimbalzi al passato folk, 80s rap, house e disco, tutto funzionale alla freschezza pop. Senti le melodie dal gusto proggy dell'opener e pensi che Caribou sia andato a trovare i Field Music. E pur non eguagliandone la sintesi, il canadese autore di Swim è più volte chiamato in causa.
In tracklist troviamo le texture granulose dei moog e il dream-pop di Autopilot, la latin house tastieristica di Hey Sound! con call & response melodici che fanno molto Sun, l'80s pop falsettato à la Erneld Oye di Better For Now, ospiti intenti a portare singing disco (Anna Miles versione house in Is It Dream) e funky videogame rap (MC Profisee in Virtua Fighter) e un trittico finale che è tutto un ritorno alla domestica melodia folky dei Maple Leaves con (l'andazzo post-daft di Singing In The Dark) o senza (l'ottima Stop The Clocks) il pompaggio analogico.
Perdonategli qualche colpo non proprio a segno. Se lo scorso anno l'album per l'estate è stato Within And Without, quest'anno un probabile candidato è Light Of The North.
Amazon
