Recensioni

7.1

Dopo vent’anni di carriera, con un basso prestato ad act del calibro di Alanis Morisette e Rolling Stones, Meshell Ndegeocello ha ancora energie e voglia per esplorare territori nuovi e per esprimere una vena cantautorale che si sta mostrando sempre più matura. Messi da parte gli scalpitii giovanili, che oltre alla famosa cover di Wild Night di Van Morrison in compagnia di John Mellencamp nel 1994, l’hanno anche vista fare l’occhiolino al dancefloor (Never Miss The Water del 1996, con Chaka Khan), la bassista e cantante nata nella Berlino divisa del 1968 ha intrapreso una propria rilettura della blackness musicale passando per dub, nu soul, funky e folk in due album di certo impatto (Devil’s Halo e Weather), oltre che grazie a un esplicito omaggio alla regina del jazz Nina Simone (Pour une Âme Souveraine: A Dedication to Nina Simone).

Questo terzo disco per Naive continua questo percorso, iniziando con la cover di un brano hip hop firmato dei brooklynesi Whodini nel 1984 e vedendo la partecipazione illustre di Jonathan Wilson (per una tiletrack tinta di folk impalpabile e caldo, quasi hawaiano). Meshell gioca con gli anni Ottanta di marca Prince (Convinction) e con gli stilemi del jazz patinato (Tom, Shopping For Jazz), si impegna in groove black/dub (Forget My Name), sempre con una padronanza di mezzi notevole. Mentre della sua “protetta” Selah Sue si sono perse le tracce da un paio d’anni a questa parte, la salute della scrittura di Meshell fa ben sperare che il sogno di un disco con Lee Scratch Perry non rimanga solo tale. Qui ci sono buoni motivi per solleticare la vena di remixer e producer.

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