Recensioni

L’onda lunga delle reunion sembra aver toccato anche gli intoccabili o gli impensabili, visto che dopo Godflesh, Flying Saucer Attack, Faith No More, P.I.L., Refused, tanto per menzionare gli ultimi in ordine di tempo, si comincia a delineare una tendenza che taglia trasversalmente il panorama musicale per finire nel sottobosco più di culto possibile. Dark Matter / Dark Energy rappresenta, infatti, il nuovo passo per il quartetto new-wave/post-punk Membranes, la cui ultima manifestazione discografica era targata 1989, ossia più di un quarto di secolo fa, quando uscì l’epitaffio To Slay The Rock Pig.
Come capita a volte ma non sempre, lo iato pluriennale non sembra nemmeno essere esistito, tanta e tale è l’energia e la creatività che la band di Blackpool capitanata dal giornalista John Robb riversa in questo nuovo lavoro. Niente che non si sia sentito all’altezza temporale della fondazione della band in esperienze limitrofe o in album degni dello status di cult-album come The Gift Of Life, ma reso in una forma talmente a punto, organica e coinvolgente da risultare capace quasi di far viaggiare nel tempo e ricollocarci proprio su quei palcoscenici.
Pur se introdotto da una fuorviante immagine di copertina (“The Nightmare” di John Fuseli), l’album è incentrato su temi completamente diversi, essendo stato concepito dopo una conversazione avuta da Robb col responsabile delle ricerche sul Bosone di Higgs al CERN. Materia oscura, spazio profondo, esplosioni primordiali e quant’altro – unite a riflessioni sulla vita e sulla morte dettate dalla dipartita del padre di Robb durante le registrazioni del disco – riecheggiano nelle tematiche affrontate nell’album, coi quattro – Nick Brown (chitarre), Peter Byrchmore (chitarre), Rob Haynes (batteria e percussioni trovate) e John Robb (basso, voce) – che sciorinano tutto il repertorio che in una manciata di album li fece tra i più anarchici e incollocabili tra i post-punkers. Dall’iniziale staffilata straight in your face di The Universe Explodes Into A Billion Photons Of Pure Light, reiterazione di un canone ormai storicizzato ma sempre energico e letale, alle infiltrazioni di suoni “altri” nel tessuto post-punk: il noise-rock sparato di Do The Supernova, l’aggro-punk represso di If You Enter The Arena You’ve Got To Be Prepared To Deal With The Lions, il micidiale noise-blues di In The Graveyard, il punk rivisitato alla Fugazi ultima maniera di Hail To The Lovers, la nenia industrial-noise di Money Is Dust e via dicendo.
“Musically, the Membranes had no interest in being a retro band”, chiosa la press-sheet, e l’ascolto di Dark Matter / Dark Energy, così come un ripasso della discografia passata, mai in linea con le coeve tendenze ma sempre in avanscoperta, lo confermano in pieno.
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