Recensioni

Giunta alla quinta edizione, la kermesse barese è ormai appuntamento imprescindibile per il mercato musicale italiano (sia indie che mainstream) e per una buona fetta di quello internazionale. Qualche numero può tornare utile per comprendere la portata del Medimex, che si conferma punto d’incontro privilegiato per tutti gli operatori del settore che intendono trasformare le opportunità artistiche in lavoro. Promosso da Puglia Sounds (il programma per lo sviluppo e la promozione del sistema musicale pugliese), il salone dell’innovazione musicale ha collezionato ben 50mila presenze: 20mila visitatori dell’area expo presso la Fiera del Levante (20% in più rispetto all’anno scorso), 30mila spettatori del «Fuori Medimex» (iniziative collaterali programmate a Bari e Lecce), mentre hanno toccato quota 1.600 gli operatori, artisti e i giornalisti provenienti da 27 Paesi.

Nel segno della continuità gli appuntamenti inclusi negli “incontri d’autore”, format ereditato dalle passate edizioni che indugia sull’autoreferenzialità dei personaggi intervistati da Ernesto Assante e Gino Castaldo. In cattedra, Ludovico Einaudi, Carmen Consoli, Vinicio Capossela e Gianna Nannini, artisti che hanno ripercorso carriera e successi in favore di un pubblico tanto numeroso quanto eterogeneo. Tra gli ospiti, anche Mr. Brian Eno, special guest internazionale della manifestazione. A Bari per presentare la prima mondiale dell’installazione «Light Paintings» (aperta fino al 14 novembre presso il Teatro Margherita), il musicista, produttore e visual artist inglese ha inaugurato la fiera con una serie di opere “dipinte con la luce”. Il progetto nasce da lontano e si realizza ai nostri giorni. È la conseguenza dello svogliato acquisto di attrezzatura video di seconda mano per 200 dollari sul finire dei ’70 e delle possibilità alternative nel suo utilizzo. Un processo cumulativo che nell’arco dei decenni ha portato il fondatore dei Roxy Music a ideare, progettare e realizzare “77 Million Paintings”, opera trasmessa su dodici monitor e soggetta a un lentissimo ma costante cambiamento. Arte concettuale, insomma, che richiede di guardare lo schermo così come si guarda un dipinto. L’incontro con Eno era il più atteso e non ha deluso: chi ha avuto modo di seguire l’affollato panel ha compreso tempi, modalità e intuizioni che hanno caratterizzato il percorso sincretico di Eno, artista travolto dall’interesse per la sperimentazione sonora e visiva. L’unica vera strada perseguibile – per sua stessa ammissione – per concedersi il lusso di rimanere un eterno bambino allergico ad un qualsiasi lavoro degno di tale nome.

Tra gli incontri d’autore più piacevoli, quello con i giovani, riottosi e schietti componenti de Lo Stato Sociale, che si sono distinti per una sincera avversione agli equivoci: “con la musica oggi non si campa”. L’assunto stride con l’affermazione che sin dalla prima edizione campeggia all’ingresso della fiera (“la musica è lavoro”), ma rivendica il merito di ridurre lo scarto tra un mondo idealizzato e la sua proiezione reale. I ragazzi del gruppo dichiarano senza indugi compensi che non si rapportano equamente con gli sforzi profusi, eppure infondono coraggio negli intrepidi che vogliono soddisfare il proprio desiderio di fare musica: una nobile arte integrata nella natura umana, e per questo addirittura prescindibile dal guadagno.

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Vinicio Capossela ha deliziato i fans con la presentazione del libro “Il paese dei copoloni” (e, in un secondo momento, con la presentazione in anteprima di una versione non definitiva del film ispirato al romanzo). Al centro di una narrazione – manco a dirlo – disorganica, visionaria e disseminata di ardite digressioni sul tema, il Nostro si è soffermato su un mondo arcaico ma genuino che non esiste più, sulla fuggevolezza del tempo e sul lungo periodo di gestazione del componimento edito da Feltrinelli.

Di livello, l’intervento di David Lang, destinatario del premio Pulizer per la musica nel 2008. Il compositore statunitense, autore della colonna sonora di Youth – La giovinezza di Paolo Sorrentino, ha riferito di aver accettato l’invito del regista italiano perché ha avvertito un coinvolgimento naturale con la sceneggiatura incentrata sulla figura di un compositore di musica classica. Capsula del tempo, la rilettura sul pentagramma per il già membro dei Bang on Can offre un’interpretazione diversa ad ogni esecuzione o ad ogni ascolto, perché colpisce sensazioni diverse in base al momento.

Tutt’altro che ideologico, l’incontro con Carmen Consoli, autrice verace che ha ammesso di fare musica per passione (“non è la mia fonte di sostentamento”). Sincera nel riconoscere le paure di un ritorno sulla scena dopo cinque anni di inattività, eppure felicemente sorpresa di piacere ancora a vecchi fans e a nuovi adepti. Complice forse una sonorità più elettrica e rumorosa, figlia del power trio tutto al femminile che costituisce la sua nuova band, al suo concerto va l’ideale palma del più seguito, mentre a quello della franco-marocchina Hindi Zahra quello del più intenso. Travolgente e iconica, la performer ha macinato un sound debitore verso il rock e la world-music con il supporto di una band di grande valore.

Assolutamente per hard core fans un po’ impigriti e nostalgici, il concerto della prima sera affidato a Natalie Imbruglia. Al Medimex per presentare Male, un album di cover solo maschili, l’australiana ha certamente deliziato più per presenza scenica che per meriti canori. Da segnalare la particolare proposta del trio dell’israeliano Adam Ben Ezra, che, sulla scorta della rotta tracciata dal leader contrabbassista, si ispira all’interconnessione tra Bach, Sting e Chick Corea.

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Anche la scienza può ispirare la musica: Planetario nasce dalla voglia di esimersi da percorsi già esplorati con le passate vite artistiche. Incluso tra gli ultimi appuntamenti degli “incontri d’autore”, quello con i Deproducers ha chiarito il processo creativo alla base del loro disco. Vittorio Cosma, Gianni Maroccolo, Riccardo Sinigallia e Max Casacci ricreano “musica per conferenze spaziali” con l’ausilio di Fabio Peri (un astrofisico), giusto per concedersi un’alternativa all’ordinario e per curiosare, l’uno nei confronti dell’altro, il metodo di lavoro.

Con 150 appuntamenti all’interno di un’area da 20mila metri quadrati, 42 concerti per 24 ore di musica dal vivo, ospiti importanti, nuove realtà e interessanti debuttanti, il Medimex conferma la propria valenza. Vetrina importante per tutti gli addetti del settore e spettacolo per i visitatori, nel suo contesto ha accolto anche apprezzati scrittori dal grande senso civico come Erri Deluca (presenti anche Decataldo e Carofiglio, sia pur ascrivibili ad altra categoria) e la mostra Jazz Comics con tavole di Crepax, Muñoz, Casini e Altan.

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