Recensioni

6.8

E così il funambolico Kevin Shea non riesce proprio a stare fermo. Forse da piccolo è riuscito in qualche modo a scappare alle massicce dosi di Ritalin prescritte ai bambini iperattivi, magari mascherando quella sua cataclismatica forza trattenendosi fino ad esplodere al conseguimento della maggiore età.

Dopo le scorribande sonore a nome Talibam! e le cavalcate ritmiche di Coptic Light ma soprattutto dopo i grandissimi Storm And Stress, ritorna su sentieri più moderatamente rock con questo duo a nome People. Volumi più bassi, forma canzone quasi ben definita, in poche parole un gruppo quasi normale. Incontrata Mary Halvorson, signorina dalle frequentazioni nel giro off-rock americano (Anthony Braxton, Trevor Dunn Convulsant Trio, tra gli altri) Shea mette su questo duo in cui si esaltano sia le doti vocali della sua compagna di avventura, sia le capacità tecniche del nostro che sfiorano la schizofrenia. Il risultato dello scontro tra le melodie della Halvorson e i violenti breaks di batteria di Shea è emotivamente instabile, oscillante com’è tra avanguardia noise e melodie quasi pop come in Likelihood Of Bang, nella cui parte finale la voce di lei sembra confrontarsi a duello con le propulsioni ritmiche dell’ex Storm And Stress. Le tempeste percussive di Before The Anhedoniac Clones… e le rincorse tra voce e batteria di The Story of Subjective Experience… sembrano un incrocio (im)possibile – alla Neon Eater – tra P.J. Harvey e gli Hella.

Una decisa ventata di bizzarra freschezza all’interno di un genere sempre più in via di desertificazione. La reperibilità di questo disco è piuttosto difficile dato che manca di una distribuzione capillare in Italia, ma si può contattare direttamente l’etichetta al proprio sito internet. Se qualche distro coraggiosa vuole farsi avanti, il catalogo della I & Ear è quantitativamente non numeroso ma qualitativamente eccelso.

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