Recensioni

Tre anni dopo il buonissimo esordio lungo Kitchen Love, i Mauve da Verbania ci concedono il sophomore. Va detto subito che non delude questo The Night All Crickets Died, anzi conferma in pieno la grinta agile e intensa del loro indie rock, modellato a partire da spasmi wave, particelle shoegaze e turbe noise. Piace la disinvoltura con cui producono urgenza ad un tempo lieve e nervosa, capace di tumulto adrenalinico e rarefazioni fiabesche: Grasshopper In Your Hands ipotizza gli Interpol tra perturbazioni Primal Scream, Ludovico stempera subbuglio Arcade Fire e putiferio Sonic Youth, Decay ed Hang_Over – vuoi anche per la voce della batterista Elda Belfanti – giocano con palpiti e rarefazioni un po' Scisma e un po' Grimoon, Black Dogs è un frutto colto da qualche parte tra i Pixies più imbronciati ed i Verdena meno facinorosi.
Canzoni che prediligono la ricercatezza all'impatto, ma che pure impattano con energia insidiosa, vedi le due parti di The Solitude Of The Ship, apertura e chiusura di programma dalle nuances psichedeliche e spacey. Un buon ritorno.
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