Recensioni

4.5

Matthew McQueen aka Matthewdavid, giovane pupillo Dublab/Brainfeeder (e fondatore dalla label Leaving Records), arriva al debutto su long dopo la solita trafila: talentscoutizzato da FlyLo, mini, collaborazioni, podcast. Undici frammenti brevi e una traccia conclusiva lunga quasi sette minuti che sono la migliore (perché peggiore) dimostrazione di come l'estetica lotusiana sia da maneggiare con la massima cautela.

Qui è proprio tutta la stessa roba, una ambient a falde larghe sporcata a botte di laptop e glitch, un'orgia di stratificazioni polverose e sfrigolanti che si rigirano su stesse senza portare da nessuna parte, nebbie di voci lontane che si avviluppano attorno alle suggestioni now del glo (l'abbastanza superdrogata International). Quando c'è un ritmo che timido prende corpo è una via di mezzo tra un wonky diluito e scassato e altrettanto diluiti ed estemporanei breakbeat. Nel migliore dei casi non si va oltre l'epigonismo lotusiano (lo sfarfallare siderale di Like You Mean It; la nebulizzazione di un motivetto facile facile in Cucumber-Lime).

Lo definiscono "post-psychedelic" e "sound collage artist", ma a noi, ora come ora, per definirlo pare più calzante il termine incolore.

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