Recensioni

Il secondo disco è sempre il più difficile: luogo comune tanto vero quanto abusato, e infatti Massimo Pericolo lo esplicita per aprire il seguito di Scialla Semper. SOLO TUTTO è un lavoro riuscito a metà, molto altalenante nei risultati per quanto chiaro nelle intenzioni. C’è dentro un po’ di tutto, sia a livello di basi (firmate da Crookers e Nic Sarno) che di argomenti: per quanto il rapper varesino non sarà mai un candidato al Pulitzer, è evidente la volontà di ampliare il parco degli argomenti esondando dal consueto periodo passato al gabbio e infamate varie agli snitch e ai marescialli. Il tutto, dicevamo, a volta scorre e a volte si impantana.
Funziona molto bene quando si presta a beat classici, come nel bilancio personale di CASA NUOVA, o quando si avventura in storytelling lineari ma tutto sommato riusciti AIRFORCE). Il brano in cui più di tutti emergono le virtù della penna di Massimo Pericolo è l’introspettivo BUGIE: mai virtuosa ma sempre brutalmente diretta, spesso fastidiosa nella sua ruvida banalità senza fronzoli. Anche BREBBIA 2012 e STUPIDO sono scorci di lirismo riusciti, per quanto non troppo originali e con frequenti scivoloni decisamente cringe («ti scopo così forte che ti spezzo il cuore»). Altrove invece gli spunti buoni (il boom bap vagamente jazzato di TROIA) vengono disinnescati da una mano troppo pesante e facilona nell’utilizzo dell’autotune anche laddove non servirebbe (o non servirebbe così tanto). E se qualche croccante guilty pleasure cafone il giusto non manca all’appello (la Tamarra e diverttente BERETTA), spesso purtroppo la caduta è rovinosa.
CAZZO CULO, ad esempio, prende un beat scopiazzato da HUMBLE di Kendrick Lamar per spalmarci sopra il solito feat a stampino di Salmo (che ormai è la parodia di sé stesso) ed esagera nel distorcere inutilmente la voce del protagonista. 100K invece potrebbe essere un pezzo di Sfera Ebbasta (e non è un ponte lusinghiero), sia a livello di voce – ancora una volta troppo autotunata – che di scrittura, eufemisticamente non troppo esaltante (ogni «gang gang» pronunciato dopo i 15 anni compiuti dovrebbe essere considerato vilipendio alla decenza). Non mancano poi diversi episodi semplicemente curiosi come le cornamuse di SAI SOLO SCOPARE!, purtroppo semi-neutralizzate da un ritornello da stadio che esagera ancora con l’autotune, oppure il muro à la Salem di FUMO.
Tutta questa carne al fuoco, con questa altalenanza di risultati, genera un po’ di confusione. E se è meritoria la volontà di non cercare una hit a tutti i costi, va detto che il bilancio finale non è troppo positivo: tre o quattro pezzi buoni non bastano a salvare le immaturità di una scrittura troppo spesso infantile e banalotta, per quanto sincera, oltre all’ambiguità di episodi (la barra sugli ebrei in CAZZO CULO, la misoginia imperante) non necessariamente facili da decodificare per una larga fetta del suo pubblico. Ci rivediamo a settembre.
Amazon
