Recensioni

Che il buon Paolo Benvegnù ci avesse abituati a tematiche d’ascolto diverse da quelle degli Scisma (ma diverse anche da quelle dei primi due dischi solista), è cosa nota. Questa volta, però, ci sembra aver fatto un buco nell’acqua con la produzione artistica del secondo disco del cantautore romano Massimo Giangrande. Giangrande è attivo da anni sia sul fronte delle band capitoline (Punch & Judy), sia su quello delle colonne sonore per il teatro (Paola Cortellesi, Claudio Santamaria) e Directions è il secondo episodio che porta il suo nome dopo Apnea.
Le “direzioni” del titolo sono, da una parte, i differenti contesti in cui il lavoro è stato concepito – in viaggio perpetuo per l’Europa, nei camerini dei concerti, nei bar, nei pub, quasi a dire che l’arte si manifesta meglio nell’iter vitae -, dall’altra le ramificazioni del pastiche linguistico che fa scontrare l’italiano con l’inglese, l’inglese col francese e così via. Il retroterra sonoro è un inno al sentimentalismo spicciolo al quale noi italiani siamo ben assuefatti. Directions infatti convoglia dodici ballate di suoni malinconici che, se a volte sembrano ricordare i Radiohead di Ok Computer (Chi tace acconsente, Bad Dream, Much More, Down Down), altre volte destano serie perplessità avvicinandosi in maniera preoccupante al buon Francesco Renga o, peggio, a una versione indie-qualcosa dei Modà (La neve di Eva, Un attimo di gioia).
A parte le reiterazioni musicali (accordi strascicati di pianoforte, arpeggiato di chitarra ossessivo) e l’inclinazione al biascicato/sussurrato/etereo/malinconico del cantato, Directions è un disco che parla solo d’amore e non nella maniera migliore: con quel “patetismo” stra-sognante che affligge la nostra povera penisola da sempre. Buono per il palco dell’Ariston, Massimo Giangrande non ha l’incisività per convincerci e a poco servono i ritmi jazzati della bella Le poisson dans l’Eau o la presenza di La neve di Eva fra i brani del film Viva l’Italia di Massimiliano Bruno. Le directions della musica nostrana preferiremmo fossero altre.
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