Recensioni

7

Gli O.children sono la classica band inglese rimasta affascinata dal post-punk mancuniano. L'amore infinito per Joy division e New Order che rivive secondo lo spirito emo-dark contemporaneo, in scia ai vari XX, S.c.u.m.Horrors e mettiamoci pure i The Drums. Viste le fortune riservate alla concorrenza, oltretutto già al secondo disco, il quartetto inglese è stranamente rimasto sottotraccia nonostante il lavoro abbia buone carte in mano.

Tobi O'Kandi è un frontman dalla voce carismatica, baritonale, magari non proprio alla Nick Cave – dalla cui O children prende nome il gruppo – ma di sicuro effetto. Poi c'è un buon equilibrio tra synth e chitarre (The Realest), con un pugno di brani davvero ben costruiti: Red Like Fire, il singolo Chimera, Oceanside che copia gli XX con successo, senza dimenticare il binomio H8 City/I Know (You Love Me) per i palati più pop.

Chiramente rimane da aggiustare il tiro in un paio di occasioni, specie quando il vestitino wave è cucito un po' troppo su misura (Yours For You), eppure, nel complesso, Apnea è un disco convincente.

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