Recensioni

Nel 2009 esce L’amore altrove, disco di buoni contenuti che intercetta il mondo major per poi essere scaricato a causa dell’ “impossibilità di sostenere promozionalmente” il percorso concordato dalle parti. Gianluca Massaroni non si perde d’animo e continua a provarci: cambia ragione sociale (prendendola in prestito dalla ditta di famiglia) e lancia una campagna di crowdfunding su MusicRaiser per finanziare il nuovo disco. L’operazione ha talmente successo e il materiale piace a tal punto che Giovanni Gulino (cantante dei Marta Sui Tubi e co-creatore di MusicRaiser) ne cura la supervisione artistica, mentre Cesare Malfatti (La Crus) firma parte delle registrazioni. Il risultato è Non date il salame ai corvi (distribuzione Universal), ovvero un bel bignami della migliore canzone d’autore italiana di sempre. La lezione di Battisti, Dalla, Cocciante, Fossati e compagnia ripresa con gusto e capacità, in aggiunta a una naturalezza nella scrittura che impressiona davvero, pur non inventando praticamente nulla.
Una parte fondamentale, nell’album, la giocano gli arrangiamenti, talmente dinamici e curati da accrescere il fascino di undici brani che in una veste più convenzionale avrebbero forse perso parte del loro potenziale. A dimostrazione, una Una buona occasione che innerva il Battisti dei Settanta con una bella carica di elettricità, una Alla fermata del 33 che ricorda il duo Baglioni-Bertè (anche nel timbro della voce) su un pianoforte che sembra preso in prestito da John Lennon, il Lucio Dalla di Provinciale, o magari una Carlo (Il passato è passato) che inizialmente sembra omaggiare la Fiori Rosa Fiori di Pesco del Lucio nazionale, per poi imbastardire in un funk in minore con certe elettriche che non sarebbero dispiaciute ai Pink Floyd di The Wall.
L’autore, dalla sua, aggiunge una vena pop irresistibile e testi fiume tutt’altro che improvvisati, a comporre una formula che nonostante i rimandi continui, riesce a convincere più di quanto non avesse fatto nel disco precedente. Un album di ottima caratura con giusto qualche caduta di tono (Lavanderia a gettoni) che shakera cinquanta anni di canzone d’autore “seria” in un batter d’occhio.
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