Recensioni

Ritorna alle sonorità math-noise che la hanno sempre contraddistinta, la AfricanTape di Julien Fernandez e lo fa col terzo passo del terzetto francese Marvin che va a formare una coppia di prestigio insieme ai Ventura di Ultima Necat. E come per questi ultimi, in realtà svizzeri di Losanna, i tre da Montpellier innervano ancor di più il proprio sound, elaborando forme di rock’n’roll basico virate noise/math e con frequenti innesti electro-rock più o meno pomposo e più o meno apertamente coatto. Vengono in mente i Civil Civic? O, meglio ancora, i Trans Am? Sì, non siete lontani dal vero, anche se a mettere i puntini sulle “i” ci sarebbe da tirare in ballo la loro versione cafona e da libera uscita chiamata Fucking Champs (o Fucking Am o ancora TransChamps o chissà quant’atro).
Insomma, si sarà capito che il precedente Hangover The Top – notevoli al solito i giochi di parole con i titoli delle canzoni, pezzo forte ed autoironico del trio – è più di un referente ma in questo lavoro vocoder, elettronica e synthetismi vari si adeguano ad una materia che è prevalentemente (noise)rock: ascoltate l’attacco dell’opener Tempo Fighting o Jey Ferson oppure i vari riff gettati nel marasma free-form dell’album e ditemi cosa vi torna in mente. Rock’n’roll, elettricità e sudore trattati attraverso la lente dell’elettronica più rock oriented e del noise più futuribile fanno di questo Barry la versione terzo millennio dell’infatuazione che i gruppi Skin Graft ebbero verso gli AC/DC nella serie Sides. Solo che i tre Marvin guardano apertamente al futuro e mai al passato.
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