Recensioni

La nascita di un figlio, la morte della madre. La ruota gira e sono carezze e ceffoni, il togliere e il dare della vita che spesso riverberano sul versante pop-rock come invasive infusioni di concretezza. Con Martha Wainwright, invece, le cose non vanno così. Forse meno addicted alla messinscena rispetto al fratello Rufus, è comunque uno spettacolo d’arte varia quello che allestisce con questa terza prova d’inediti (a quattro anni dal buon I Know You’re Married But I’ve Got Feelings Too). Se nel frattempo lo splendido live dedicato ad Édith Piaf faceva supporre un rinculo verso territori nobili dell’arte canzonettistica, questo Come Home To Mama – registrato nello studio di Sean Lennon – cala sul piatto una rinnovata voglia di sparigliare le carte.
Decisiva è stata la mossa d’affidare la produzione a Yuka C Honda delle Cibo Matto, che ha portato in dote ghiribizzi elettronici e il prurito della misticanza stilistica, oltre al di lei marito Nels Cline, ospite pregiato alla chitarra. Ne risulta un album poliedrico e vivace, croccante d’intelligenza e sensibilità. Il registro svaria dalla spersa malinconia bluesy di All Your Clothes alla piacioneria folk-errebì di Can You Believe It, passando da spasmi ed esotismi David Byrne (la tesa I Wanna Make an Arrest, una Radio Star irrorata glam), solennità crepuscolari (la gravità à la Sandy Denny di Everything Wrong) e altri approcci diversamente arty (le impalpabili arguzie di Leave Behind, la wave acidula di I Am Sorry, lo pseudo trip-hop di Some People…).
Quanto a Proserpina, pezzo scritto dalla madre Kate McGarrigle nei suoi ultimi giorni, è un melò cameristico corale che per quanto suoni avulso dal resto del programma sembra esserne l’ombra luminosa, il momento di massimo artificio che va a coincidere col massimo di (struggente) verità. Del resto con Martha la messinscena è solo un altro modo in cui il vero può (rap)presentarsi, prassi che ne potrebbe mettere a rischio la credibilità se la caratura di autrice ed interprete non fosse a livelli (oramai) altissimi.
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